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Quando si mette a dimora un albero è bene osservare ...
Adesso più che in passato è' opportuno porre molta attenzione sulla qualità essendo questa strettamente correlata alla funzione architettonica, paesaggistica, ecologico e sanitaria che svolge.
Di seguito alcuni suggerimenti affinché l'impianto di un albero o di un arbusto avvenga, dunque, nel migliore dei modi per poi produrre gli esiti sperati …..nel tempo!

QUALITA' DEL MATERIALE VIVAISTICO


L'albero da mettere a dimora dovrà presentare i seguenti requisiti:

- apparto radicale ben accestito, ricco di piccole ramificazioni e di radici capillari fresche e sane; a tal riguardo gli alberi in zolla dovranno avere subito almeno 2 "trapianti" in vivaio prima della posa a dimora definitiva (l'ultimo da non più di due anni); se trattasi di alberi "a pronto effetto" (circonferenza del fusto superiore a cm 30) i trapianti dovranno essere almeno 4; gli alberi in contenitore debbono presentare radici pienamente e uniformemente compenetrate in questo, senza fuoriuscirne, né "girare" in prossimità della parete e del fondo; la zolla o il contenitore devono essere di dimensioni proporzionate allo sviluppo dell'albero, (il diametro del pane di terra dovrà superare di almeno 3 volte la circonferenza del fusto); il pane di terra deve aderire uniformemente alle radici e queste non devono essere sfilacciate in prossimità della superficie di taglio;

- fusto dritto, ben lignificato, privo di ramificazioni, deformazioni, ferite, grosse cicatrici o segni conseguenti a urti, grandine, scortecciamenti, legature o ustioni da sole; l'altezza dell'impalcatura, cioè la distanza intercorrente tra il colletto e il punto di emergenza del ramo maestro più basso, non dovrà essere inferiore a metri 1,80 (2,20 se trattasi di alberi di un filare stradale)*;

- chioma "a tutta cima",** ben ramificata, equilibrata ed uniforme, sufficientemente densa, sottoposta in vivaio a uno o più interventi di potatura di allevamento consistenti in riprese dei rami appena evidenti eseguiti con la tecnica del "taglio di ritorno"; non devono rilevarsi rami primari sottili, rami codominanti o corteccia interclusa; non devono rilevarsi inoltre vuoti laterali per ombreggiamento o per densità di coltivazione; il ramo di prolungamento del fusto deve essere centrale nella chioma, intero o sottoposto anche esso a uno o due riprese appena evidenti, bilanciato e dominante sugli altri; non devono rilevarsi attacchi (in corso o passati) di insetti, di malattie crittogamiche, batteriche o virali.

Gli arbusti, anche se riprodotti per via agamica, devono essere ben accestiti, di altezza non inferiore a quella prescritta e possedere minimo tre ramificazioni in prossimità del colletto; il loro apparato radicale deve essere ricco di piccole ramificazioni e di radici capillari; la zolla o il contenitore, infine, deve essere di dimensioni proporzionate allo sviluppo della parte aerea.

E' buona norma visitare il vivaio di approvvigionamento per esaminare, approvare ed eventualmente contrassegnare il materiale richiesto. In alternativa, si dovrà almeno richiedere di visionare e, se del caso, approvare un campione della merce richiesta prima che avvenga la fornitura. Eventuali difformità riscontrate nel cantiere di impianto rispetto alle caratteristiche richieste legittimano la committenza a non accettare la merce.

ACCORGIMENTI ESSENZIALI NELLA MESSA A DIMORA


Scavi - La buca di impianto deve avere dimensioni almeno doppie rispetto a quelle del pane di terra; se lo scavo viene fatto meccanicamente è buona norma eseguire nel terreno uno scasso più esteso e profondo possibile.

Posizionamento dell'albero - Il colletto dell'albero dovrà essere posizionato alla medesima quota che aveva in vivaio; la parte della chioma più povera di ramificazioni dovrà essere rivolta verso sud, sud - ovest; il fusto, qualora poco lignificato o con ritidoma scarsamente suberificato, dovrà essere fasciato per almeno una stagione vegetativa con nastro di tela di juta al fine di evitare probabili ustioni o eccessiva disidratazione.

Sostegni - Gli alberi devono essere sorretti da pali tutori fissati nel terreno non smosso, meglio se in legno di conifera tornito, trattato contro la marcescenza, di diam. non inferiore a 8 cm: nel caso di impianti stradali, i pali dovranno essere posizionati verticalmente collegando le estremità superiori con una o più assicelle orizzontali fissate con viti autofilettanti; il fusto dell'albero verrà tenuto fermo al centro dell'assicella o del "castelletto" delle assicelle con nastri plastificati o di tela, larghi almeno 3 cm; nel caso di impianti "a pieno campo" potrà essere indifferentemente usato il sistema di tutoraggio summenzionato o quello "classico", costituito da pali di castagno disposti "a piramide". In questo ultimo caso, se gli alberi sono di grande mole è opportuno fissare contropicchetti alla base di ciascun palo. Viene sconsigliato in ogni caso l'impiego di un solo palo, soprattutto se parallelo e limitrofo al fusto. Onde evitare lesioni all'albero dovrà essere posta una pezza di gomma nella zona di frizione del fusto con l'assicella o i tutori.

Rinterro - Dovrà essere eseguito arricchendo il terreno di scavo con ammendate (80 litri/albero di torba) e concime complesso a lenta cessione di azoto (40 - 50 grammi/albero di Nitrophosca gold, Floranid alberi od Osmocote) . Se il terreno di scavo è di pessima qualità si rende necessario sostituirlo con buona terra di coltivo, ricca di sostanza organica; la superficie del terreno di riempimento dovrà risultare complanare al piano di campagna; solo nella primavera successiva all'impianto dovrà essere eseguita la buca (conca) per l'irrigazione.

Irrigazione - Nel caso di impianti stradali, di alberi corredati di griglia o comunque in tutti quei casi in cui l'irrigazione è resa problematica dall'impermeabilizzazione della superficie, occorre dotare ciascun albero di un anello di tubo dreno corrugato in PVC, diam. 100 mm., da collocarsi intorno al pane di terra. Il tubo dreno dovrà essere rinfiancato con argilla espansa, essere dotato di un elemento a "T" e di un breve raccordo con relativo tappo per permettere la somministrazione con autobotte di una quantità d'acqua sufficiente a mantenere in salute l'albero e dunque a ridurne il cosiddetto "stress di trapianto"; nei casi di impianti a "pieno campo", in sostituzione del tubo dreno, dovrà essere realizzata nella primavera successiva all'impianto una conca concentrica al fusto, di dimensioni doppie a quelle del pane di terra.

Dopo averlo messo a dimora, l'albero deve essere abbondantemente irrigato (irrigazione di trapianto). Ai fini di garantirne l'attecchimento, è inoltre necessario eseguire una serie di irrigazioni da effettuarsi per almeno due stagioni vegetative successive a quella della messa a dimora (irrigazioni di mantenimento). Prima di mettere a dimora l'albero occorre pertanto che sia chiaramente stabilito chi si dovrà sobbarcare gli oneri di tali irrigazioni, quantificabili in 10 - 16 interventi a stagione irrigua.

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* Caratteristica non richiesta se trattasi di alberi a portamento colonnare o fastigiato (Cupressus spp., Populus nigra italica, Carpinus betulus ecc.), conico (Cedrus s.pp., ecc.).

** Caratteristica non richiesta se trattasi di alberi portamento strisciante o prostrato, di varietà nane o "contorte" (Corylus avellana "Contorta", Salix matsudana "Tortuosa", ecc.), di specie di I o II grandezza, soprattutto se a portamento globoso (Robinia pseudoacacia "Umbraculifera", Acer platanoides "Globosum", ecc.), espanso (Albizia julibrissin, ecc.) o piangente (Salix babylonica, ecc.).

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