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Corteccie

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Riconoscere gli alberi è alquanto semplice per chi ha effettuato studi naturalistici e ha dimestichezza con i termini botanici e ele relative chiavi dicotomiche di riconoscimento. grazie alla moltitudine di manuali fotografici è abbastanza semplice riconoscerli grazie ai dettagli di foglie fiori e frutti. Quando l'albero è spoglio, invece, ai non addetti ai alavori ed agli appassionati, potrebbe risultare dubbia la classificazione di qualche pianta, sopratutto se ornamentale e non propriamente autoctona.
L'obbiettivo di questa pagina è quello di fornire un catalogo fotografico di corteccie.


Carpino comune, Carpino bianco
Carpinus betulus L. Sp. Pl.: 998 (1753) Fam. Betulaceae

Descrizione: il nome della specie indica una certa somiglianza con la Betulla, è un albero che ha una vita media di 150-200 anni perciò non molto longevo e di altezza di 15-(25) m. il fusto è dritto a sezione irregolare con scanalature, la corteccia di colore grigio cenere con macchie biancastre rimane sempre liscia, simile a quella del Faggio.
I rami della parte alta della chioma sono ascendenti e ha la chioma densa e ovale; Il ramo dell'anno è verde rossastro esile, inizialmente pubescente con gemme alterne, fusiformi (5-7 mm) appressate al rametto leggermente pubescenti all'apice delle perule. Ha crescita simpodiale di tipo monocasio
Foglie, Fiori, Semi: ha foglie alterne distiche(disposte su uno stesso piano), oblungo-ovate con margine doppiamente seghettato a base tronca o cordata lunghe, 4-10cm e larghe.2,5-5cm con apice acuto e inizialmente pubescenti lungo le nervature secondarie che sono in numero 10-15, ben evidenti con aspetto bolloso, il picciolo è lungo 1cm.
I fiori compaiono assieme alle foglie in aprile-maggio, gli amenti maschili sui rametti laterali, cilindrici(lun. 2-5cm) penduli senza bratteole e perianzio(4-6-12-stami), gli amenti femminili sono più corti(1-3cm) sui rami principali costituiti da una lunga brattea appuntita e cigliata, alla base ci sono due fiori con due stili ognuno e 6 bratteole basali che dopo la fecondazione si accrescono in una brattea trilobata caratteristica, con lobo mediano lungo fino a 3-5cm.
Il frutto, è un achenio ovoide compresso su una faccia lungo 7-10mm solcato, duro di color verdognolo poi bruno a dispersione anemocora(tramite il vento)assieme alla brattea, durante l'inverno.
Il seme è dormiente profondamente e per germinare ha bisogno di 3-6 mesi di chilling(vernalizzazione); i cotiledoni sono glabri (6-10mm) le prime foglie sono piccole ma uguali a quelle adulte.
L'apparato radicale non è molto profondo ma ampio con radici laterali molto robuste.
Il legno è omogeneo a porosità diffusa senza differenziazione di colore tra l'alburno e il duramen di colore bianco opaco con raggi midollari ben visibili a tessitura fine e con fibre irregolarmente ondulate che lo rendono inadatto alla stagionatura, è di poca durata in ambiente umido ma duro ed è uno dei migliori legni combustibili. Veniva usato per utensili e attrezzi soggetti a sforzi e usura(manici, ruote dentate, e parti di telai per la tessitura).

Castagno
Castanea sativa Mill. Gard. Dict., ed. 8. n. 1 (1768) sin. Castanea vesca Gaertn. Fam. Fagaceae

Descrizione: grande albero deciduo e molto longevo, può superare i 500 anni di vita, ha un portamento maestoso, raggiunge, in condizioni ottimali in bosco, i 30 - 35 metri di altezza e diametri del tronco notevoli, non sono eccezionali 4 o anche 6 m di diametro.
Il famoso “Castagno dei cento cavalli” dell'Etna supera abbondantemente tali misure. Il tronco è normalmente dritto e se isolato si diparte presto in grosse branche, dando alla chioma un aspetto ampio e tondeggiante.
La corteccia da giovane è liscia e di colore olivastro nelle piante in forte sviluppo o polloni, con caratteristiche lenticelle che si allungano fino ad 1 cm.; diviene poi grigia e gradualmente forma un ritidoma grigio-bruno a lunghi solchi verticali ed infine cordonata e spiralata.
I rami dell'anno sono normalmente cilindrici, ma a volte anche angolati, specialmente nei polloni in forte accrescimento; hanno corteccia liscia e brillante e di colore rosso-bruno con lenticelle in rilievo, tonde e biancastre. Le cicatrici fogliari sono grandi con tre gruppi di tracce nervali; i ramuli portano gemme piccole e ampiamente ovoidi con due-tre perule bruno rossicce e glabre, la gemma apicale abscinde molto presto e perciò è a crescita simpodiale a monocasio.
Le foglie[/b] sono semplici, alterne e disposte aspirale ma apparentemente distiche per torsione del picciolo; sono a contorno ellittico-lanceolato e margine seghettato, la base è cuneato-arrotondata e il picciolo è lungo 1,5-2,5 cm con stipole presto caduche.
La pagina superiore delle foglie estive è liscia, lucida, verde intenso con nervature rilevate di consistenza coriacea, più chiara la pagina inferiore.
Ha fogliazione tardiva da fine aprile a maggio e le giovani foglie, sono pubescenti per peli ghiandolari e perciò, al tatto vischiose.
La fioritura è tardiva, da fine giugno a luglio; la specie è monoica con infiorescenze ad amento miste o anche solo maschili, i due tipi si differenziano per la struttura e l'ordine di comparsa, l'ontogenesi (sviluppo) dell'infiorescenza e del fiore.
L'infiorescenza maschile è costituita da fiori maschili riuniti in glomeruli ascellari, spesso con 7 fiori ciascuno, o in cime mediamente 40 per amento.
Queste infiorescenze, si sviluppano alla base del ramo nuovo dell'anno, sono erette e lunghe fino a 15cm.
Il fiore maschile ha un perianzio esamero (6 parti) e da 6-12 (20) stami lunghi e sottili che emanano un caratteristico forte odore di trimetilammina.
Le infiorescenze miste sono più brevi, complesse e si sviluppano verso l'apice del ramo, costituite da una ventina di cime ascellari, alla base dell'infiorescenza si trovano 1-4 cime femminili composte ciascuna da 2-3 fiori racchiusi da una cupola; le successive sono formate da fiori maschili da 3 a 7 per cima, ma quelle apicali ne hanno solo due.
I fiori femminili sono formati da un perianzio esamero e tomentoso con ovario infero a 6-9 carpelli e altrettanti stili rigidi e pelosi alla base.
Dopo la fecondazione, la cupola squamosa si trasforma nel riccio che tutti conoscono.
La differenziazione delle infiorescenze, ha già inizio 30-40 gg dopo la ripresa vegetativa (Pisani e Rinaldelli 1990) in primavera o all'inizio dell'estate dell'anno precedente la loro fioritura e continua durante l'estate.
Nel suo sviluppo, il fiore del Castagno è in una prima fase normalmente bisessuale, ma successivamente, nei fiori maschili l'ovario arresta il suo sviluppo e nei fiori femminili gli stami non raggiungono la maturità; il rapporto tra i vari tipi di infiorescenze, varia da individuo a individuo e varia anche negli anni.
L'impollinazione è principalmente anemofila, ma la presenza di nettari ( 6), derivati dagli abbozzi del pistillo e l'odore delle infiorescenze maschili fa si che Api, Coleotteri e Ditteri li frequentino assiduamente; ma non si tratta di un impollinazione insetto dipendente in quanto i fiori femminili sono privi di attrattivi e il contatto con i fiori femminili da parte di insetti è casuale.
Il Castagno, poi è specie con un elevato grado di sterilità per anomalie staminali, sia per autoincompatibilità soprattutto gametofitica.
Il riccio (5-10 cm di diametro) è fortemente spinoso, contiene normalmente 3 frutti (ma a volte 2 e fino a 7), sono acheni con pericarpo liscio e coriaceo bruno più o meno scuro omogeneo o striato nei marroni, alla base c'è una cicatrice chiara (ilo) e all'apice i resti degli stili (torcia o stoppino), la faccia interna è pubescente.
I cotiledoni sono molto grandi formati da una polpa dura color avorio, protetti da una pellicola membranacea (episperma) di colore marrone chiaro.
Il frutto è normalmente deiscente ma a volte il riccio può cadere e rimanere intero a lungo.
L'achenio è più o meno dolce ed è edule, da cui l'epiteto specifico << sativa>>come anche il sinonimo << vesca>> fanno riferimento all'appetibilità del frutto.
Il seme non è dormiente ma recalcitrante e la germinazione è ipogea. La giovane piantina ha le foglie primarie omomorfe ma più piccole con margine ondulato.
il Castagno, forma un
legno a porosità anulare, mediamente pesante compatto ed elastico, nettamente differenziato in alburno chiaro, giallognolo e duramen più scuro, marrone chiaro che assomiglia a quello delle querce ma senza raggi midollari visibili, che sono finissimi numerosi ed uniseriati per cui poco visibili ad occhio nudo.
Tutto il fusto è impregnato di tannino, mentre i rami soprattutto quelli giovani ne contengono molto meno, è un conservante naturale, che rende il legno molto durevole agli agenti atmosferici ed agli attacchi biotici e viene estratto per la concia delle pelli ed altre applicazioni.
E' legno richiesto per mobili, travature ecc. e per doghe per botti; ma il legno prodotto da boschi trattati a ceduo producono legname di scarsa qualità che non può essere usato per costruzioni in quanto tende a “cipollarsi”, cioè ad aprirsi come una cipolla nel senso degli anelli di accrescimento.
L'apparato radicale e molto robusto e ampio ma non molto profondo, anche se singole radici possono penetrare in profondità; è sede di quasi tutte le riserve energetiche della pianta, cosicché se ceduato ricaccia con vigoria quasi imbattibile, ricostituendo in una stagione, quasi tutte le riserve perse con la ceduazione.

Casuarina

Cedro dell'Atlante

Cipresso dell'Arizona

Cipresso dell'Arizona

Ibisco

Lauro Lauro, Alloro, Melauro, Orbano. Laurier-Tree, Baye-Tree, Laurier commun, Laurer sauce, Laurieri d’Apollon, Laurel commun, Lobeer-baum, Yue Gui Shu , Gudatvak.
Laurus nobilis L. Sp. Pl.: 369 (1753) Fam. Lauraceae

Descrizione: Piccolo albero 10 (20) m, o arbusto poco longevo. Sempreverde, ha chioma piramidale folta e densa; tronco eretto, liscio, spesso sinuoso e fortemente ramificato; corteccia prima verde poi nerastra o bruna, legno giallo e rami eretti e molto fitti.
Le foglie sono intere, coriacee, persitenti, aromatiche, alterne, raramente opposte o verticillate; la pagina superiore lucida di colore verde scuro, quella inferiore più chiara verde opaco, sono brevemente picciolate, ellittico-lanceolate con apice acuto, lunghe fino a 20 cm, glabre a margine lievemente ondulato.
Pianta dioica con fiori peduncolati, attinomorfi e tetrameri di colore bianco-giallastro, profumati; riuniti in piccole ombrelle di 4÷5 fiori all'ascella delle foglie, quelli maschili con 8÷12 stami in verticilli, quelli femminili con ovario supero, 1 stilo, stigma trifido, 4 stami sterili.
I frutti sono drupe ovoidali, aromatiche,nerastre che contengono un solo seme sferoidale, con due cotiledoni ricchi di sostanze grasse, giungono a maturazione ottobre÷novembre. I frutti rimangono sulla pianta per tutto l'inverno, talvolta sino a primavera inoltrata, non è difficile vedere i nuovi fiori, a fianco delle vecchie drupe.
Tipo corologico: Steno-Medit. - Entità mediterranea in senso stretto (con areale limitato alle coste mediterranee: area dell'Olivo).
Antesi: marzo÷maggio
Distribuzione in Italia: Pare sia stato introdotto in Italia, in tempi remotissimi, dall'Asia Minore, oggi è una delle piante caratteristiche della macchia mediterranea. Molto probabilmente è pianta spontanea solamente nelle isole, altrove naturalizzata, anche se si riproduce spontaneamente.
Habitat: Specie mesofila che vive in climi caldo-umidi. Predilige terreno umido e ricco, teme il vento e il gelo, tollera bene gli ambienti costieri e marini. Presente in tutto il territorio 0÷800 m s.l.m.


LIgustro Olivella, Olivello, Ligustro, Libistrico, Olivetta, Ischio.
Ligustrum vulgare L. Sp. Pl.: 7 (1753) Fam Oleaceae
Descrizione: Arbusto generalmente caducifoglio, alto da 0,5 a 2(3) m, con apparato radicale forte, rizomatoso e pollonifero, chioma densa, rami giovani spesso pubescenti; corteccia da grigio-verdastra a marrone chiara da giovane, grigio scura in età avanzata, provvista di rade lenticelle trasversali; rami eretti, flessibili, con rami secondari regolari; gemme appaiate, decussate (alternativamente opposte a croce), piccole, appressate al ramo e scure; legno molto duro, color avorio, con midollo più chiaro.
Foglie opposte, decussate, brevemente picciolate, consistenti, ellittico-ovali o lanceolate, di circa 10-15 x 30-60 mm, acute all'apice e a margine liscio, color verde intenso lucido superiormente, un po' più chiare ed opache di sotto; generalmente sono caduche, ma in alcuni casi, in ambiente a clima mediterraneo, persistenti.
Fiori numerosi, odorosi, in pannocchie terminali dense, piramidali ed erette (5-8 cm); calice di 1 mm, caduco a 4 denticoli; corolla imbutiforme (4-5 mm), tetramera, a petali piccoli, acuminati, bianchi; 2 stami con antere gialle ricche di polline, 1 pistillo bianco.
Frutti a bacche subsferiche, a maturità nero-bluastre lucide, di diametro 5-7 mm, non commestibili, ma gradite dagli uccelli, con 2-3 semi piccoli, ovoidi e scuri.

Tipo corologico: Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.

Antesi: aprile÷luglio

Distribuzione in Italia: Specie Europeo-W-Asiat., diffusa in tutta l'Europa centro-occidentale, compresa la Scandinavia meridionale e le isole britanniche, vegeta anche nell'Africa mediterranea, vicino Oriente, Asia minore e area pontica.

Habitat: con predilezione per i suoli calcarei; specie eliofila, frequente dall'orizzonte submediterraneo al submontano (raramente raggiunge i 1300 m di quota); si rinviene spesso (coltivata) in siepi o (spontanea) in boscaglie e boschi radi caducifogli insieme ad altre specie arbustive, quali Viburnum lantana, Cornus sanguinea, Euonimus europaeus, Prunus spinosa, Crataegus monogyna.

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